Le riflessioni di un chimico
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In questa pièce teatrale, Roald Hoffmann riflette sulle responsabilità sociali di scienziati e artisti. Friedrich Wertheim, chimico di origine tedesca, si toglie la vita dopo aver scoperto che un gruppo di terroristi ha utilizzato una neurotossina di sua invenzione per commettere un genocidio. Le circostanze e le ragioni della sua morte sconvolgono profondamente la vita di tre persone a lui vicine: sua figlia Katie, anche lei una scienziata, ma con idee molto diverse sulle proprie responsabilità; il suo partner, Stefan, un artista concettuale e la seconda (ed ex) moglie Julia.
In 26 scene, rapide e frammentate, i tre personaggi s’interrogano sulle ragioni del suicidio, scoprendo scenari inaspettati. Divisi dai ricordi e da un passato segnato dalla morte, i tre cercheranno di resistere alle trasformazioni che l’evento porta con sé, finendo col modificare i rapporti reciproci.Roald Hoffmann, chimico statunitense di origine polacca, ha studiato alla Columbia University e a Harvard. Nel 1962 ha sviluppato insieme a Robert Woodward le regole che spiegano alcuni meccanismi di reazione, per le quali ha ricevuto il Premio Nobel nel 1981. Attualmente insegna alla Cornell University di New York, dove si interessa di proprietà e comportamenti di sostanze organiche e inorganiche e dei materiali. Da sempre impegnato nella divulgazione scientifica, è anche autore di numerose opere di poesia e di teatro.
Oltre la chimica
anceachimici.it, Associazione Nazionale Chimici Ed Ecologisti Per L’Ambiente, aprile 2007
Oltre la chimica
di Laura Scalabrini ( Luigi Campanella, La chimica e oltre, Di Renzo Editore)
Il libro analizza il rapporto fra ricerca e politica fra ricerca e cittadini. Distingue fra ricerca libera intesa come ricerca senza vincoli di sorta e ricerca sociale e considera i cittadini come i consumatori della ricerca sociale in tutti i suoi aspetti sociale, ecologico energetico. Osserva come in quasi tutti i paesi occidentali, sotto l’esempio degli USA, la guida della ricerca è stata assunta dai governi. In Italia c’è una mancanza di una coscienza politica della ricerca da parte del governo e di una coscienza sociale della ricerca da parte dei cittadini Da ciò il malessere endemico della ricerca. Quindi c’è necessità di un miglioramento della comunicazione tra Ricerca e cittadinanza. Per migliorare il contesto politico e sociale. Una svolta è costituita dalla ritrovata correlazione fra arte e scienza: entrambe forme espressive di trasformazione dell’esistente che vanno ben oltre il dilemma fra bellezza e verità a cui qualcuno tenta di ridurle. In effetti, non di dilemma si tratta, ma di integrazione e identità di processo culturale. Di un incontro cioè fra positivismo e fantasia, anch’essa però frutto e prodotto di ricerca. La chimica viene considerata la disciplina con maggiori contatti con le altre scienze. Il mondo materiale definito dalla chimica si colloca come un giusto momento di intersezione tra il mondo biologico e il mondo fisico. Questo dato viene considerato un indubbio incentivo per i chimici a mantenere aperti questi canali di comunicazione, perchè all’interno delle comunità scientifiche le barriere e gli steccati disciplinari non giovano mai a nessuno e bisogna sempre cercare di superarli. Il chimico quasi come operatore sociale preposto al controllo della salute, dell’ambiente e degli alimenti ed anche tecnico di produzioni sofisticate, interfaccia del biologo, del fisico, del medico, ed infine anche comunicatore nell'insegnamento. Per far ciò i chimici devono andare oltre i propri laboratori ed interessarsi anche di filosofia e storia della scienza.
Sembra, in un primo momento, un libro autobiografico in cui l’autore racconta le sue fatiche di ricercatore scientifico e le delusioni subite rispetto alle aspettative ed aspirazioni iniziali.
Continuando nella lettura però ci si accorge che le delusioni sono per Campanella stimolo di nuove ricerche il cui fine è quello di rendere partecipi alle problematiche derivanti dalla sua ricerca in campo chimico, anche altri settori le cui caratteristiche di interdisciplinarietà interdipendenza faciliterebbero la soluzione di molti problemi.
Mentre il mondo cambia, l’autore si rende conto che anche il ruolo della chimica deve cambiare. Incontra ostacoli e scetticismi ma non demorde.
C’è un particolare momento in cui Campanella descrive la sua meraviglia nel constatare che nessuna ricerca è mai stata fatta in campo medico e/o biologico relativamente alla composizione chimica delle cellule tumorali. Si interroga su quanto possa essere determinante lo stress ossidativo dovuto all’eccessiva presenza nel corpo umano di radicali liberi, e verifica le modificazioni chimiche che intervengono nelle cellule attraverso “i biosensori”.
Ma non si limita solo a questo. Cerca di utilizzare le sue scoperte oltre che per salvaguardare la salute umana anche per elaborare progetti per la salvaguardia dell’ambiente e dei beni culturali in nome di quella interdisciplinarietà culturale che lo contraddistingue.
Un libro che va davvero oltre la chimica, che apre tante porte e che fa intravedere tanti corridoi più o meno illuminati che dovrebbe essere completato con tante altre pagine di esperienza personale dell’autore. Suvvia professore ci conduca ancora avanti a conoscere che c'è in quei corridoi!






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